mercoledì 10 settembre 2014

Ripartiamo

Non so bene come iniziare, quindi riprendiamo da dove ci eravamo lasciati.
Gli esami sono andati bene, sono riuscita a passare tutti quelli dell'Inalco (persino i due che mi parevano impossibili, non so grazie a quale santo) e a farmi finalmente convalidare il primo anno di specialistica. Per la specialistica quello che mi rende più orgogliosa è che sono riuscita ad alzare la media di quasi tre punti, arrivando a 17 e qualcosa su 20, che ha compensato il quasi-15 del primo semestre lasciandomi con una media finale di 16 e qualcosa per il totale del primo anno. La cosa sarebbe totalmente irrilevante, se non fosse che in Francia attribuiscono una mention secondo la media e che da 16 in su si ha la mention più alta. Ho passato gli ultimi cinque anni a rendermi conto che i voti scolastici non servono assolutamente a niente nella vita, ma ho l'impressione che in Francia siano ancora attaccati a cose del genere (ad esempio, per candidarsi per alcuni tipi di lavoro è richiesta una mention TB, très bien, ovvero quella più alta), quindi vediamo. Detto questo, redigere il rapporto per il tirocinio (l'ultimo voto che mi mancava per la specialistica) è stata una noia mortale, soprattutto perché l'ho fatto a Luglio quando ormai il mio cervello era in vacanza.. che tortura.

Bea, Séb e Irene
Parlando delle vacanze, sono tornata in Italia per un po' meno di un mese. Sono stata una settimana con mamma, durante la quale siamo andati a Spezia a trovare i nonni e le cuginette, che sono piccole ed esagitate, ma che si sono innamorate di Bea al punto che Irene è restata a dormire con lei invece che con i suoi genitori. Una volta tornata a Pisa siamo anche riuscite a rivedere la Giulia in una parentesi italiana dai suoi studi in Norvegia, e le altre bimbe (più Sasha), con cui abbiamo giocato a giochi da tavola che coltivano l'amicizia, ma che nel mentre ti fanno inveire contro i tuoi avversari. Sarò una pelandrona, ma sto dieci volte meglio in casa a giocare a cose del genere piuttosto che uscire, la sera. Ogni tanto fa bene, si prende un po' d'aria, si vedono posti e cose carine, ma penso di essere una pantofolaia nell'anima.
Stefano ha scoperto gli origami
Dopodiché per me sono iniziate due settimane di interpretariato intensivo in Accademia : la prima settimana sono arrivati due studenti francesi, fratello e sorella di 16 e 12 anni, a cui ho fatto il corso base mentre il resto dei compagni italiani seguivano il corso intermedio con Fan. All'inizio avevo un po' paura per la piccolina, che non apriva bocca neanche a pagarla oro, che non capiva una parola né di italiano né di inglese e che si nascondeva dietro al fratello. Col passare dei giorni invece si è aperta sempre di più e alla fine è stata bene anche lei. Il fratello invece ha passato gli ultimi due giorni sconvolto a morte all'idea che anche negli shonen e seinen si usino i retini (cosa che non aveva mai notato, ma che gli ho fatto notare mettendogli sotto il naso numeri a caso di Bleach, Naruto, Bakuman, Vagabon, Zetman etc etc). Per i nonni, shonen e seinen sono due parole che indicano delle categorie di manga (per ragazzi e per giovani adulti), distinzione che in Giappone dipende dalla casa editrice che pubblica il manga, ma che in Europa purtroppo spesso viene associata con shonen = combattimenti (tipo Dragonball, che forse conoscete) e seinen = combattimenti e riflessioni più filosofiche. I retini sono delle trame adesive che creano degli effetti, che possono essere sia effetti particolari che semplici ombre o trame per simulare un tessuto (jeans, eccetera). Evidentemente, il ragazzo era convinto che nei manga per ragazzi non ne usassero e non riusciva a capacitarsi del contrario.
Dopo queste due settimane ho avuto due giorni prima di ripartire che ho sfruttato per vedere anche qualche amico di Forlì  Ci siamo trovati a Firenze e abbiamo mangiato a casa di Camilla e Sara raccontandoci un po' di vicende varie, per finire in un parco non lontano a fare giochini teatrali in versione poliglotta.


Una volta tornata in Francia, il ritmo si è un po' rallentato, con mia somma gioia (restare a poltrire nel letto i primi giorni è stato bellissimo). Dopo qualche giorno di ozio, alternato da un giovedì lavorativo (sempre la stessa associazione presso cui faccio corsi di francese), mi sono rimessa a fare qualcosa di produttivo, nei limiti di quello che il mio cervello vacanziero mi permetteva di fare. La prima cosa, a parte un paio di spedizioni per Manga Tools, è stata la camera. Con Séb siamo andati a piedi fino a Castorama (una specie di Brico), dove abbiamo comprato un mobiletto quadrato che conterrà i nostri quaderni, appunti, dispense dell'università e delle mensole che hanno aumentato notevolmente lo spazio utilizzabile della mia scrivania. Al momento lo stato di ordine della scrivania è decisamente diverso da quello della foto, ma prometto che appena finisco il post metto tutto a posto.
L'altra grande avventura di queste settimane è stata rappresentata dall'iscrizione alle due università, che sembravano essersi accordate con il cosmo per non farmici riuscire. Iniziamo con Descartes, dove lunedì 1 Settembre attendo pazientemente per quaranta minuti davanti a una scrivania vuota (ma con una giacca sulla sedia a mo' di "sono andata in bagno, torno tra 5 minuti") prima che qualcuno si degni di dirmi che la responsabile delle iscrizioni per la specialistica è in India fino a venerdì (giorno di chiusura degli uffici amministrativi). E quanto tempo abbiamo per iscriverci? Fino a martedì 9. Simpatici. Sono quindi tornata lunedì scorso, 8 Settembre, riuscendo finalmente a fare l'iscrizione amministrativa, alla quale segue il pagamento (con appuntamento e in un'altra sede, ovviamente) per il quale ho avuto l'ultimo spazio libero della giornata: le 15. Non sapendo come passare le sei ore che mi separavano dal rendez-vous, sono andata all'Inalco, perché nel frattempo mi avevano rispedito i documenti che avevo presentato lunedì 1 con un foglietto che indicava "dossier incompleto". Vado a leggere cosa manca ai documenti e, come temevo, scrivono che manca il pagamento. Sfoglio i quattro (perché sì, erano solo quattro) fogli che componevano il mio dossier e vedo troneggiare la ricevuta del bonifico, effettuato giusto qualche giorno prima del 1 settembre, come quarto foglio. Quindi, approfittando della pausa gentilmente concessami da Descartes, vado all'Inalco, dove resto un quarto d'ora davanti alla porta dell'ufficio, aperta, con quattro persone dentro che mi guardano e tornano a farsi i cavoli loro. Dopo un po' evidentemente si sono scocciate e una delle quattro mi ha fatto segno di entrare. Le consegno il dossier e le indico che ho effettivamente allegato una ricevuta di pagamento, sentendomi domandare "ma è sicura che fosse già dentro, questa?". La cosa più bella è che mi sono pure sentita addurle una scusa, tipo "sì, ma capisco che essendo in italiano forse non era chiaro, guardi, qui c'è la cifra esatta da pagare, qui nell'oggetto c'è il mio nome, cognome, etc etc". Al momento sto ancora aspettando che mi spediscano il certificato di iscrizione (che a Descartes ho avuto in 10 secondi, una volta pagata l'iscrizione, ma che loro devono mandarti via posta) e temo che mi tornerà indietro tutto con il solito foglino "dossier incompleto". Cerchiamo di essere positivi, và.
Per passare il tempo sono tornata a Descartes, dove ho sfogliato un po' di libri in biblioteca, fatto delle scansioni, presi in prestito tre volumi sull'educazione e il Giappone e mangiato (fuori dalla biblioteca, chiaramente) la torta salata che avevo fatto la sera prima.

Ecco, una cosa che il tempo libero aiuta è la cucina. La mia routine in questi giorni (quando non devo andare a Parigi per riunioni o questioni amministrative) consiste nello svegliarmi, fare colazione, fare un po' di kanji e pensare al pranzo. Ho un sacco di tempo per provare ricette che di per sé non sono complicate, ma che richiedono comunque un po' di tempo per la preparazione o una spesa un po' più ricca a livello di verdure. Adesso nel nostro frigo non mancano mai carote e porri, sono contenta. Stiamo anche provando il tofu, che effettivamente costa poco ed ha delle proprietà nutrizionali incredibili (nonni, se vi interessa, cliccate qui), soprattutto per me che devo fare attenzione al colesterolo. Poi è vero che di per sé non ha sapore, ma è ancora meglio, perché fondamentalmente prende il sapore di quello con cui lo cucini. L'ho anche messo nella torta salata, sbriciolato un po' con la forchetta. Non ho ancora scaricato le foto della pappa, ma quando lo farò ne metterò un pochino anche qui :3

Buona giornata a tutti e a presto ~

giovedì 19 giugno 2014

Quale momento migliore per aggiornare il blog, se non quello in cui dovresti stare studiando? (sostituite pure 'studiare' con qualunque altro verbo.)

Tra una settimana inizia la seconda sessione di esami dell'Inalco (i rattrapages) e dovrei dare 7 esami, visto che lo stage ha coinciso perfettamente con le date della prima sessione e ne ho potuti dare pochissimi (che ho passato, per la cronaca!). Piccola parentesi per spiegare come funziona l'università in Francia: mentre in Italia un esame del primo anno lo si può dare anche al terzo (l'importante è che tutti gli esami siano stati passati prima di presentare la tesi), in Francia ogni anno è un po' separato, il che significa che per iscriversi al secondo anno bisogna aver passato tutti gli esami del primo anno. O quasi. Recentemente (almeno, all'Inalco, magari in altre università lo permettevano da più tempo) hanno deciso che bastava aver passato tutti gli esami del primo semestre per iscriversi al secondo anno, durante il quale si passeranno anche gli esami del primo anno. Quindi, avendo io passato tutti gli esami del primo semestre, l'anno prossimo potrò iscrivermi al secondo anno. Inoltre, mentre in Italia è necessario avere almeno 18 a tutti gli esami, in Francia i voti fanno media (il che significa che se hai 15/20 a un esame e 5/20 ad un altro, la media fa 10 - che equivale al nostro 18 - ed entrambi sono validati). Questo sistema ti abbassa la media in modo terribile, perché magari provi a dare un esame ed hai una nota orrenda, ma te lo bloccano perché dall'altro lato avevi una media altissima, però ti permette anche di toglierti un po' di pensieri (se, chiaramente, il tuo obiettivo non è una media alta).
Resta il fatto che visto che non sto continuando a studiare giapponese per una media o una seconda laurea, darò sei dei sette esami che mi mancano e lascerò l'ultimo (kanji) per l'anno prossimo. In queste ultime due settimane ho provato a studiare, ma inizio a sentirmi parzialmente in vacanza e anche il mio cervello e la mia capacità di essere sotto stress e lavoro continuo per mesi iniziano a cedere. Non mi va di bâchoter (termine fantastico che indica l'azione di studiare senza tregua all'ultimo minuto in vista di un esame) per validare un esame con la conseguenza di dimenticare tutto dopo una settimana, andrebbe contro al motivo per cui sto continuando a prendere lezioni. E in più non ho voglia, ma davvero per niente >__< quindi darò comunque un paio di esami facili che non ho potuto dare per via dello stage, uno difficile (solamente per togliermelo dai piedi) ed un altro mediamente difficile per cui ho solo un'occasione, perché il professore va in pensione l'anno prossimo ed eliminano il corso.

E visto che è noioso parlare sempre di studio, l'altro terzo della mia vita è attualmente occupato dallo stage. Ho finito i due stage del primo anno (Alliance Française e tutorato agli studenti cinesi) e da giovedì scorso ne ho iniziato un terzo per mettermi avanti col secondo anno (300 ore di stage non so come farò a farle, visto che al massimo trovi posti dove ti fanno fare 1h30 alla settimana). La cosa bella è che sono sempre di fronte a un pubblico diverso, quindi imparo tantissime cose (anche se per 2 stages su 3 sono io che devo occuparmi di tutto e quindi rischio di fare cose sbagliate, visto che nessuno mi guida). Questo terzo stage è con un pubblico di giovani immigrati (tra i 15 e i 25 anni) che stanno entrando nel sistema scolastico francese, ma che hanno ancora un livello un po' debole di lingua (soprattutto allo scritto). Due studenti non sanno nemmeno scrivere, quindi sto passando il mio tempo a cercare informazioni sull'alfabetizzazione degli adulti e cose del genere (che sarà la mia specializzazione l'anno prossimo, ma di cui per il momento non so una cippa). La cosa più bella è che gli studenti sono estremamente motivati, è un piacere fare lezione con loro.

Tra una decina di giorni verrà qui Bea per la Japan Expo (e me la coccolerò un sacco) e spero di approfittarne anche per fare qualche giretto con lei a Parigi, vedere mostre e musei carini. L'altro giorno sono andata con Séb alla Maison de la culture du Japon e abbiamo visto una mostra su "Le spade e Evangelion", era piccola ma molto interessante.

Torno a cercare metodi per far imparare le lettere TwT/
A presto e buona settimana a tutti

P.S. Visto che l'azalea è morta ho comprato una piccola ortensia, che fa ora compagnia alla begonia che cresce indisturbata nel suo vasetto. Sto iniziando a prendere cosine per arredare un po' la casa (e soprattutto mensole, cassetti e cose del genere dove ordinare le mie cose, che si moltiplicano come conigli >__<)

domenica 18 maggio 2014

Riposandosi al sole come una piccola lucertolina

Risorgiamo dalle ceneri del tempo che manca e dell'affaticamento visivo causato dal TNI (LIM in italiano, lavagna interattiva multimediale).

Riaggiorno su cose che forse tutti sanno già per vie traverse (o dirette). Ho finito i corsi della specialistica e ufficialmente terminato, ieri, la consegna di dossier, elaborati scritti e esami più classici. Ormai per convalidare il primo anno mi rimangono solo da finire gli stage e da consegnare un ulteriore elaborato su uno dei due. Quindi, a proposito degli stage... da Febbraio sto facendo tutorato a un gruppo di studenti cinesi e fondamentalmente, a parte dover rendere conto ogni mese di cosa abbiamo fatto (allegando i documenti utilizzati, descrivendo le attività e il numero d'ore etc etc), sono abbastanza libera. La cosa che un po' mi disturba è che passo ore a preparare le lezioni e il tempo di preparazione non è assolutamente contato nel numero di ore che faccio (devo arrivare almeno a 50), ma alla fine immagino sia normale. Pace, ormai è andata così >__< mi restano solo uno o due incontri e avrò riempito la quota dovuta per metà dello stage. L'altra metà, invece, è costituita da uno stage che sto facendo all'Alliance Française da lunedì scorso. Per chi non conoscesse l'AF, è fondamentalmente un istituto privato distribuito in tutto il mondo (800 succursali, mi pare) che offre corsi di francese, formazione di professori, etc etc. È un'ottima occasione perché a livello di curriculum è molto interessante e anche a livello di formazione (rispetto a un'associazione che offre corsi di francese gratuitamente e senza nessun materiale, il livello di organizzazione è decisamente diverso). La settimana scorsa, ad esempio, abbiamo avuto una formazione sul TNI sopracitato, di cui quasi tutte le AF dispongono e che ha, come tutti i materiali a livello pedagogico, i suoi pro e i suoi contro. Ho un po' l'impressione che gli insegnanti ci si divertano come un bambino con un nuovo giocattolo, ma è vero che rispetto ad una lavagna o a un videoproiettore offre delle possibilità interessanti.

Venerdì, dopo una giornata di stage, sono andata all'INALCO per l'ultima lezione di Giappone Contemporaneo (che è in realtà un corso di economia, quest'anno) alla quale ha seguito una piccola cerimonia di 'addio' per un professore che va in pensione alla fine di quest'anno. Dopo la presentazione ha proiettato un documentario che ha girato in Giappone con un collega e alla fine del quale avevo le lacrime agli occhi. Penso che sia uno dei rari professori che mantengono, fino alla fine della loro carriera, la passione per l'insegnamento, per la materia (che ha ammesso non attirarlo particolarmente - leggi: è stato obbligato a farla) e per gli studenti. L'INALCO ha un sacco di professori con un percorso di studi e professionale eccellente, ma che umanamente non ti trasmettono niente. Forse perché siamo al primo anno, forse perché sono elitisti, o forse semplicemente perché tra avere una conoscenza ed avere voglia di trasmetterla c'è una grande differenza. Sta di fatto che tra quelli che ti guardano dall'alto in basso e quelli che ti prendono in giro durante le lezioni se rispondi male o fai una domanda, le perle come Griolet sono rare. Ed è un peccato pensare di non vedere più il suo sorriso un po' timido e impacciato, ascoltare le sue digressioni o semplicemente seguire i suoi corsi che erano assolutamente appassionanti.

Dopo questa piccola conferenza siamo partiti verso la Picardia, dove abitano i genitori di Séb, per occuparci del pogona del fratello di Séb. Il pogona è una specie di lucertola/iguana/non so bene cosa. Di sicuro Google potrà illustrarvi meglio di me le sue caratteristiche.
Il progetto era di passare un weekend a studiare, ma siamo entrambi talmente sfiniti dai corsi appena finiti e dagli esami che si avvicinano (cominciano domani) che abbiamo finito per passare il sabato a riposarci e a guardare un anime in tv.
Stamattina abbiamo ripreso un po' di coraggio e di ritmo e ci siamo rimessi a studiare un po'. Io a causa dello stage potrò iscrivermi solo a metà degli esami in questa prima sessione e dovrò dare gli altri a Giugno/Luglio, ma alla fine va bene così, mi lascia più tempo per studiare. Al momento quindi sono sull'unico esame di civilizzazione che posso provare a dare: Storia del Giappone Antico. Mi tuffo negli anni 1400~1450, nella Cina dei Ming (Yongle e Taizu), nel Giappone di Kamakura, dei samurai e del teatro nō. Devo dire che l'approccio che ha avuto l'insegnante (che sospetto essere stata, alla base, esperta in storia medievale e in seguito in storia medievale giapponese) mi è piaciuto molto. Sin dal primo corso ha rimesso in questione tutti gli 'stereotipi' verso il Giappone come impero, verso l'imperatore, verso i samurai come categoria di guerrieri unica al mondo e così via, per dimostrarci che in fin dei conti non era affatto così. Ah, anche questa professoressa partirà l'anno prossimo (non in pensione, ma semplicemente in un'altra università) T_T

Ho un po' paura di tornare a Écouen, perché qui c'è un bellissimo sole e un'atmosfera di totale relax, mentre immagino che una volta tornata a casa ad accogliermi ci sarà il solito tempo parigino: vento e cielo grigio. Siamo a metà Maggio, ma sembra che l'estate sia partita in vacanza altrove...


[per il nonno: clicca su questa scritta :) è un video di youtube sul castello di Écouen, che è il Museo Nazionale del Rinascimento]

martedì 8 aprile 2014

Questa cosa degli aggiornamenti rapidi non sta funzionando y___y uff..
Ho tante consegne, ma tra una settimana tornerò a casina (e anche se la cosa non aiuta per niente lo studio, è davvero da troppo che non torno).
Ah, sabato scorso ho passato il parziale di kanji ed è andato bene, sono contenta, anche perché alla fine ho avuto il tempo di studiarlo senza dover sacrificare la specialistica, quindi sono stata doppiamente soddisfatta.
La mia vita sociale aumenta un pochino alla volta, questa settimana e la prossima farò le prime uscite con i miei compagni di corso e sono contenta TwT
Eee sono anche stanca morta, quindi andrò a nanna e vi augurerò, as usual, la buonanotte e una bella settimana.
Chuss

venerdì 28 marzo 2014

Fragole

Ieri ho fatto le fragole e sapevano di Rimini . Ho messo il limone e un po' di zucchero e quando stamattina ho aperto la scatola in cui le avevo messe (in frigo, chiaramente) avevano l'odore delle fragole che prepara sempre il nonno. Mi mancano tanto i piccoli momenti e le piccole cose dei tre anni a Rimini, così come (ma è ovvio) mi mancano i nonni, la famiglia, gli amici.

Queste ultime settimane sono state un po' dure, ma sono finalmente riuscita a riprendermi un po'. Il problema del seguire due università allo stesso tempo è che sei sempre e comunque in un contesto scolastico, pieno di scadenze, consegne, esami, etc. Le scorse settimane ero arrivata allo sfinimento (soprattutto perché per questa settimana e per la prossima sono previsti 3 parziali all'inalco) e forse è stato questo particolare senso di stanchezza a farmi finalmente realizzare che non dovevo per forza fare tutto. Che se avevo scelto di iscrivermi anche all'Inalco non era per avere un'altra laurea, ma per migliorare il mio giapponese. E improvvisamente tutto lo stress è colato via. Fare i compiti ed avere correzioni è comunque utile perché hai un ritorno (così come con gli esami, ti obbligano un po' a metterti alla prova e a ripassare), ma in ogni caso non potrò dare gli esami a Giugno (perché sono in
stage all'Alliance Française), quindi andrò comunque alla seconda sessione (ergo: dare i parziali non serve a niente, non verrebbero comunque contati). Mi sentivo talmente rilassata dopo aver abbandonato mentalmente l'idea di studiare come una matta queste due settimane, che ho passato tre ore a cucinare canticchiando ed ho pure lavato tutti i piatti con gioia (e con un bel medley di Celine Dion come colonna sonora).

Azalea "piramide"
Begonia
Ho fatto anche un pochino d'acquarello, anche se continua ad irritarmi un pochino perché è troppo lento rispetto ai Copic. Tra ieri ed oggi (ho iniziato a scrivere il post giovedì, ma sto finendo di venerdì) sono anche andata a comprarmi delle scarpe un po' più primaverili ed oggi, uscendo dal supermercato, ho preso un'azalea piramide rossa. Mancavano un po' di fiori in casa, mi fanno sentire bene. [aggiornamento successivo: sono tornata al supermercato per prendere un sottovaso e sono tornata con una begonia♥ (e un sottovaso)]
Ah, e ieri ho fatto un exposé in inglese per presentare il sito Learning English della BBC ed è piaciuto molto (due compagne mi hanno fatto i complimenti anche una volta uscite dalla classe per la completezza e la precisione) TwT sono contenta..

Ho anche cercato di approfittare un po' più dei mezzi di trasporto, leggendo qualcosa
invece che giocando con l'iPhone. L'altro giorno ero passata alla Fnac per conto di Séb e già che c'ero ne ho approfittato per prendere tre o quattro libri. Durante le lezioni i prof ci citano un sacco di libri e ogni tanto mi segno qualche titolo in una lista che tengo nella borsa, così quando capito in una libreria do un'occhiata e se trovo qualcosa lo prendo. In questo caso ho trovato solo uno dei libri della lista, ma ne ho approfittato per comprarne altri tre di Roman Gary, che mi piace tantissimo.
Il libro che ho letto per primo (e che mi ha preso non più di tre/quattro tragitti in treno) è La liste de mes envies di Grégoire Delacourt. È la storia di una donna che ha una merceria e che, un giorno, vince 18 milioni di euro. Le frasi sono un po' troppo corte, a parer mio, però effettivamente facilita una lettura veloce e tutto sommato è una lettura piacevole.

Buon weekend

sabato 22 marzo 2014

Momo

Ieri sera (in realtà tardo pomeriggio-inizio sera, visto che dopo le 22 non c'erano più treni e quindi siamo rientrati presto) io e Séb siamo usciti con delle compagne e compagni di corso di Séb (quindi al secondo anno di giapponese) e degli studenti giapponesi *^*
All'inizio ero un po' intimidita, soprattutto visto che due dei compagni di Séb sono estremamente sciolti all'orale (e io mi sento molto al livello "my name is potato" in giapponese), però dopo un po' che fondamentalmente ascoltavo e basta, una ragazza ha cambiato di posto con Séb e si è trovata di fronte a me. Mi ha chiesto come mi chiamavo e se ero anch'io al secondo anno e da lì abbiamo iniziato a chiacchierare. Tra l'altro (oltre ad essere adorabile) fa una triennale per diventare interprete, quindi abbiamo potuto parlare un po' di argomenti in comune, e conosce anche un po' di italiano. Alla fine l'ho monopolizzata per tutta la sera, scoprendo più tardi che, ad esempio, il ragazzo seduto accanto a me era il suo fidanzato (e che quindi magari avrebbe gradito partecipare alla conversazione u-u''). Sono stata molto contenta, perché sono riuscita a parlare in giapponese per tutta la sera, tranne qualche breve parentesi in francese, e mi sono sciolta un po' TwT spero di rifarlo presto

Per il resto, sta tornando il freddo t__t non come mesi fa, ma avevo sperato in un po' di sana primavera

In Italia, oh, dolce Italia
In Italia è già primavera ~

giovedì 20 marzo 2014

Conferenze FLE

Mi rendo conto che aggiornare scrivendo cose che ho imparato è un po' complicato, nel senso che spesso e volentieri dovrei spiegare anche tutte le basi (il che porterebbe via molto tempo e quindi renderebbe non praticabile l'idea di brevi e rapidi aggiornamenti).
Comunque! Il corso di Didactique de l'écriture mi piace davvero tantissimo, soprattutto perché ci cambia un po' dalla routine della fiche pédagogique (ovvero una descrizione dettagliata di un corso creato da noi, che è un lavoro che ci chiedono di fare praticamente tutti i professori e che, anche se è diverso ogni volta, alla lunga stanca). Questa volta l'esame sarà un esame scritto classico, il che significa che possiamo concentrarci un po' di più sui concetti teorici e un po' meno sulla pratica. Siamo quindi passati da "cos'è la scrittura" al legame tra testo e immagine, quando il testo è l'immagine e siamo finiti (detto così suona casuale, ma tutto ciò è perfettamente controllato e guidato dal prof, che ci ha stampato una dispensa - assolutamente bellissima - a colori su fogli lucidi) ad analizzare delle pubblicità o delle copertine di libri. Dalle sigarette alla protesta contro la guerra in Afghanistan, insomma, per rendersi conto di quanto sia impossibile separare il testo dall'immagine e considerare lo "scritto" semplicemente come "parole". È veramente un corso entusiasmante. Anche il corso di letteratura e FLE si sta rivelando migliore di quanto sembrasse all'inizio, la prof è passata dalla storia delle metodologie (che mi annoiava semplicemente perché l'ho fatta il primo semestre e in modo molto più accurato ed appassionante) al tema più concreto del corso e sono più contenta.
Per il resto invece l'inalco inizia a prendermi un po' più di tempo rispetto al primo semestre, il che è ovvio, visto che ho il doppio dei corsi, e inizio a perdermi un po' nei kanji. Fortunatamente posso partecipare ad un altro gruppo e ho avuto la fortuna di trovare l'unica prof che invece che mostrarti su una slide l'ordine dei tratti (decisamente poco entusiasmante e fondamentalmente inutile per imparare il lessico associato all'ideogramma) ci fa fare frasi, dettati ed altro. Ieri ci ha portato l'intera storia di Totoro scritta con i kanji delle lezioni che abbiamo visto fino ad ora e che dobbiamo sapere per l'esame. Ero felicissma ;_;
Ah, e il corso di inglese mi piace un sacco (e anche alla prof piace, si entusiasma un sacco con il nostro gruppo), sono contenta di poter praticare un pochino dopo tre anni di vuoto (più o meno).

Stasera e domani pomeriggio ci sono due conferenze che spero ci daranno un po' di informazioni concrete e di suggerimenti per i percorsi lavorativi da intraprendere in futuro. Speriamo bene.

Buona settimana a tutti!

P.S. Ho scoperto che in inglese le parole come "Abenomics" (ovvero formate da altre due parole di senso compiuto, mescolando le quali si perde qualche lettera) si chiamano portmanteau, in francese mot-valise e in italiano parola macedonia *^*

venerdì 14 marzo 2014

Abenomics & co.

Oggi un professore giapponese dell'università di Stanford ci ha fatto una conferenza sull'Abenomics estremamente interessante. Devo dire che i primi dieci minuti, in cui ha snocciolato una serie di termini economici il cui significato ignoro totalmente, sono stati un po' duri, ma dopo è andata meglio.

Per il resto, Parigi e tutta la regione circostante stanno registrando livelli di inquinamento record, per via dei quali i mezzi di trasporto sono gratuiti per diversi giorni. Pensavo non sarebbe cambiato niente, invece oggi ho visto davvero poche macchine, rispetto alla media..
E comunque non è giusto, ti chiedono di chiuderti in casa negli unici giorni di sole t__t

Ultimo piccolo aggiornamento: mi sono innamorata dello scanner della biblioteca di Descartes, che praticamente fotografa dall'alto le pagine, in modo da non dover aprire e rovinare il libro per fare le scansioni e ci mette decisamente poco. Ho già fatto scan di 3 libri completi e di un capitolo di un quarto <3

mercoledì 12 marzo 2014

Altre scoperte interessanti

Il simbolo "@" che si usa negli indirizzi email non è un'invenzione recente; al contrario, a quanto pare è stato ripreso dal simbolo utilizzato dai monaci copisti nel XII secolo per abbreviare l'inglese "at", che richiedeva almeno due tratti separati °^°
Un articolo su internet data il primo uso al XVI secolo, ma è comunque curioso.

-- per il resto, piccolo aggiornamento di vita quotidiana: apparentemente è arrivata la primavera, da una settimana c'è un sole bellissimo e un po' di calduccio. Spero che duri..
Ieri ho fatto l'exposé, con Longzi e Ruijin, per il corso "Diversité du français dans le monde" ed è andato molto bene >w< sono contenta

lunedì 10 marzo 2014

Sabato

Ho imparato che i samurai non sono particolarmente cambiati dal XIV secolo fino al XX (cosa abbastanza rara nella storia di una classe guerriera), ma, soprattutto, che dal X secolo sono a cavallo. Questo particolare è abbastanza importante perché, non dovendo più attaccare con le due mani, ma con una sola, e non potendo più applicare la stessa forza, la forma della spada è stata cambiata, dando molto probabilmente la curva e il taglio (solo su un lato) della katana come la conosciamo oggi.

(non so quanto vi interessi la storia dei samurai, ma il sabato ho lezione di storia e di ideogrammi, fondamentalmente, quindi è tutto quello che posso dirvi u-u)

venerdì 7 marzo 2014

Oggi ho imparato che...

Visto che non riesco mai ad avere il tempo di aggiornare come si deve (e che comunque gli aggiornamenti si riassumono a lunghi resoconti di vita scolastica senza alcun dettaglio né interesse), ho pensato di cambiare un po’ il tono del blog. Probabilmente non riuscirò a farlo regolarmente, ma il pensiero di perderci due minuti invece che venti potrebbe aiutare.
Quindi prossimamente cercherò di aggiornare poco, ma un po’ più spesso, raccontando giusto due o tre cose carine che ho imparato, visto, letto o altro. Dovrebbe essere un po’ più interessante anche per voi che leggete.

Comincio subito con mercoledì: al corso di Didactique de l’écrit ho scoperto che “mafia” starebbe per “morte alla Francia (l’)Italia anela”. Non ho ricontrollato per sapere se fosse vero o meno, ma il nostro professore sembrava abbastanza sicuro. E continuo a sentir nominare “Umberto Eco” con accento francese, cosa che mi fa ridacchiare sotto i baffi.

Giovedì, durante il corso di informatica sono riuscita a fare una serie di esercizi “interattivi” con Open Office (finalmente un insegnante che non si limita a Word, ma ci spiega come fare le cose anche con altri programmi). Durante il dibattito di inglese sono stata Jonathan Reed, professore di storia contro i MOOC (cercate su google se vi interessa, in ogni caso si tratta di corsi gratuiti che le università offrono online e che hanno avuto un discreto successo negli ultimi anni) e ho difeso strenuamente la mia opinione (e momentaneamente rotto la pipa di plastica che la prof aveva portato, tra altri oggetti, per farci entrare nel personaggio).

Oggi, durante Pratiques de classe, la prof ha insistito sul fatto che quando facciamo un esercizio di comprensione orale non dobbiamo pretendere che gli studenti capiscano tutto (obiettivo che non si fissa mai), ma che possiamo anche insistere solo su delle piccole parti, cosa che mi ha molto rassicurata per il tutorato che sto facendo agli studenti cinesi e nel quale cerco di farli entrare a contatto con delle serie francesi che trovano, per il momento, un po’ difficili, ma che ritengo comunque essere utili.


Martedì ho il mio primo exposé, sono un po’ nervosa >__<

lunedì 17 febbraio 2014

Bilan

Ormai ho l'impressione di aggiornare soltanto per raccontare fatti inerenti all'università.. quindi, piccolo aggiornamento riguardante l'università!
Ho ricevuto i risultati del primo semestre di specialistica e sono tutto sommato contenta. Di tutti gli esami ce n'è uno solo che non è andato un granché (e la prof è in congedo per maternità, quindi non ho neanche modo di capire perché), mentre gli altri sono andati tutti benissimo. Effettivamente non mi rendo benissimo conto di come sia andato un esame, quando ricevo il voto, perché sono ancora abituata alla notazione su 30, quindi ci metto un po' di tempo a realizzare l'esito in un contesto diverso. Attualmente ho una media del 14.75/20, che corrisponde (se ricordo bene la tabella delle corrispondenze sslmit-inalco, ad esempio) a una media del 27 (considerando che per i francesi dare 18 è come un 30L da noi). Al di là delle cifre, sono contenta dei contenuti. All'Inalco ho l'impressione che gli esami siano un modo di 'fregare' gli alunni, di tendere loro trappole e non farli passare, in modo da avere sempre meno studenti gli anni successivi (esempio classico: all'esame di kanji ci sono sempre almeno 2 o 3 ideogrammi che non abbiamo visto e che non sono scritti da nessuna parte nelle nostre dispense, ma che, chiaramente, hanno coefficiente 5, mentre gli altri kanji coefficiente 1, in uno stesso esercizio), invece a Descartes fondamentalmente se segui le lezioni, ne capisci i concetti e riesci a metterli in pratica, l'esame è facile. Non nel senso che è dato a tutti o che è stupido, ma è onesto. Insegnano A e domandano A (magari A+, dove il + sta per la riflessione o messa in pratica), non B.
Comunque... per i risultati dell'Inalco invece dovrò aspettare ancora un po', probabilmente li avremo il mese prossimo.
Nel frattempo il secondo semestre è iniziato, sono riuscita a incastrare i corsi in modo da poter seguire quasi tutto e spero di farcela. In questo lasso di tempo dovrò anche fare le 100 ore di stage, di cui la metà saranno all'Alliance Française, quando quest'ultima si degnerà di renderci note le date. Per l'altra metà dello stage mi sono organizzata per fare tutorato a degli studenti cinesi. Per ora non abbiamo fatto moltissimo, ma è comunque stimolante :) spero di essere utile a loro quanto loro lo sono a me.
Il mio gruppo di conoscenze/amici si sta un po' allargando, mercoledì andrò al cinema con due amiche cinesi a vedere l'ultimo film di Miyazaki, non vedo l'ora :D

Auguro a tutti una buona settimana


mercoledì 29 gennaio 2014

Non sono ancora morta!

Altro breve aggiornamento dal treno (perché tanto a casa mi dimentico di farlo).

Gli esami sono finiti, ho fatto uno sprint finale per riuscire a studiare tutto e a Febbraio (o Marzo, a seconda dell'università) avrò i risultati. A parte un esame per il quale ho avuto pochissimo tempo, gli altri sono riuscita a prepararli bene e penso di poter avere buoni risultati.
Detto ciò... Secondo semestre! :D
Ho iniziato lunedì e per ora sono in quel periodo tanto magico quanto breve di curiosità e scoperta. Il periodo in cui inizi corsi nuovi, cambi alcuni professori, trovi anche nuovi compagni. Per ora sono contenta, i corsi a Descartes sembrano promettenti, anche se ieri ho confuso la data del calendario e ho saltato la prima lezione di Grammatica, convinta che la prof fosse assente (chiaramente l'assenza era prevista per la settimana dopo). Comunque grazie a Longzi (la ragazza cinese con cui ho socializzato di più) posso recuperare gli appunti quindi va bene. All'Inalco invece ho un sacco di corsi "nuovi", che sono fondamentalmente il seguito di quelli che avevo validato in Erasmus. I corsi di oggi hanno avuto un impatto particolarmente positivo sulla mia psiche, le prof sono entrambe adorabili e mi piace il modo in cui dirigono il corso. Tra l'altro, parlando di Inalco, sto finalmente socializzando con i miei compagni di corso, che sono molto più simpatici di quanto pensassi inizialmente (riconosco di averli giudicati male senza conoscerli, mea culpa).

Un cambiamento non da poco alla mia routine scolastica è stato apportato dalla visita della mia ricciolina preferita, la settimana scorsa (Gigie - cioè Giulia, per i nonni). È venuta per qualche giorno da noi con Elia e anche se non abbiamo passato tantissimo tempo insieme (per colpa mia, che avevo bisogno di qualche mattinata di nanna, mentre loro si alzavano presto per visitare musei), mi ha fatto bene. Ho sentito un po' di casa in questa nuova casa (che ormai considero effettivamente casa) ed è stata un'unione piacevole. Inoltre l'impossibiltà per Elia di fare qualcosa di non-culturale ha fatto sì che visitassi di nuovo il Louvre e per la prima volta il Museo della musica. In questi ultimi mesi, effettivamente, mi sono sempre ripromessa di andare a visitare dei musei o delle mostre, ma ho sempre rimandato per stanchezza e mancanza di tempo. Mi ha fatto bene poter sfruttare per davvero il fatto di vivere in una città così piena di cultura. E, chiaramente, ne abbiamo approfittato per andare al ristorante giapponese :D


Sul fronte libri ho trovato due volumi meravigliosi di stampe giapponesi a metà prezzo e ne ho subito approfittato. Ho anche comprato due libri di Pastoureau. Per chi non lo conoscesse è uno storico ed antropologo che, tra le varie opere e studi, ne ha consacrate alcune alla storia dei colori. Ho comprato un piccolo libro che riassume la storia di tutti i colori di base (in italiano, Il piccolo libro dei colori) che ho divorato in due giorni e il libro del Nero, che non ho ancora iniziato. Consiglio vivamente la lettura del primo (che si trova anche in edizione più estesa con delle foto), è illuminante ed estremamente chiaro e sinceramente, prima di leggerlo, non immaginavo neanche quanti aspetti siano influenzati dai colori e come la loro storia spieghi chiaramente perché si fa una certa scelta piuttosto che un'altra.

Chiedo scusa per la sintassi un po' scoordinata della fine del post, sono stanca, ma volevo finire il post >__< auguro quindi a tutti la buonanotte ~

sabato 11 gennaio 2014

Time goes by

Tornata da delle brevissime vacanze di Natale (non so se sia il fatto di spostarmi continuamente, ma ormai le vacanze per me sembrano andare ad una velocità impossibile) e di nuovo sui libri - e sulla tastiera. Al momento cerco di destreggiarmi tra un dossier e l'altro, cercando di mandare giù la nausea che arriva, inevitabile, dopo tre giorni consecutivi di lavoro - al ritmo di dodici ore e più al giorno - sulla stessa cosa. Finisci un dossier e ne comincia un altro. E la nausea ritorna. È chiaro che è colpa mia, avrei potuto portarmi dietro qualcosa da fare durante le vacanze, ma ogni tanto ho bisogno anch'io di respirare un po', prima di tuffarmi di nuovo in questo mare di infinite-cose-da-fare-possibilmente-subito-grazie.
Attualmente mi trovo in un'aula vuota dell'Inalco e cerco di trovare la forza di cominciare l'ultimo dossier per la specialistica (a onor del vero ho già scritto una paginetta ieri sera), che è il più 'leggero' da un certo punto di vista, ma anche complicato, visto che si tratta di una materia che non avevo mai fatto in vita mia. Avete presente Lie to me? Ecco, uguale. Al momento sono Cal (o Kal?) Lightman in preda ad un'irrefrenabile voglia di scrivere dossier, invece che risolvere casi per l'FBI. Forse ho un po' meno barba.
Comunque, dossier da consegnare il 15, quindi in realtà avrei ancora qualche giorno, non fosse che dal 15 (compreso) in poi avrò un esame di giapponese ogni giorno. E chiaramente non iniziano con gli esami di grammatica, per i quali lo studio richiede relativamente poco tempo (se si è ben studiato durante l'anno), ma da Storia del Giappone contemporaneo e Storia del Giappone antico. Quindi progetto (leggi: spero) di passare il weekend a lavorare sul dossier (senza escludere le lezioni di questo sabato, chiaramente) per poter avere qualche giorno per studiare storia. Speriamo bene.

In mezzo a tutto questo ho compiuto 22 anni, festeggiando con un pranzo a Sapporo (il ristorante giapponese, non la città) con Séb e Véro, piccola nota di pausa in una settimana impegnatissima. Post-esami (due o tre giorni prima dell'inizio del secondo semestre) progetto una visita alla mostra della Pixar e una al cinema, per vedere lo Hobbit (che spero daranno ancora e che posso vedere in inglese in 2D, siano lodati i multisala parigini). In più dovrebbero venire per qualche giorno Gigie ed Elia, quindi avrò un pochino di 'casa' anche qui.

Detto questo, torno a studiare un pochino..
Buon finesettimana a tutti e in bocca al lupo a chiunque abbia esami TwT/