domenica 26 aprile 2015

La cassettiera profuma di casa

Sono mesi che, ogni volta che finisco un tirocinio, mi dico che sarebbe il caso di aggiornare il blog. E chiaramente sono mesi che non lo faccio.

Quindi, approfittiamone!

La vista dalla scuola italiana
Riso, "tagliatelle"
di carote e ciccia!
Ho finalmente finito le 300 ore di stage obbligatorie (facendone anche qualcuna di più), per scoprire la settimana scorsa che il "avete fino a inizio Maggio perché poi decidiamo i voti e non possiamo più contarvi le ore" si è trasformato in un fantastico "ma no, avevate fino a Settembre per il tirocinio"... e va beh. Diciamo che così almeno sono tranquilla. Ricapitolando, dall'estate scorsa ho dato corsi a giovani immigrati in inserzione scolastica in un'associazione di beneficienza, fatto tre mesi di lezione e tutorato a studenti asiatici in una scuola di lingua, osservato le lezioni alla scuola media e liceo italiani di Parigi e finito in bellezza con altre 78 ore di osservazione (che sono tante, lunghe e noiose) all'ILCF (Institut de Langue et Culture Française) dove gli studenti andavano dalle classiche studentesse diciottenni al monaco buddista del Bhutan (la cui conoscenza è stata veramente interessante). Tutto ciò, naturalmente, gratis, ma quantomeno sono state esperienze interessanti.

Questa foto sarebbe stata molto
più bella con un po' di sole, no?
Contorno il post di foto che non c'entrano quasi niente con quello che scrivo, ma che raccontano un pochino la mia primavera qui. Parlando di primavera, dopo due anni non riesco ancora ad abituarmi al fatto che qui ci siano due sole stagioni: 10 mesi di lungo e inesorabile grigio, alternato da sporadici gruppi di due/tre giorni di sole onde far nascere in te una vana speranza subito schiacciata da una tempesta di pioggia, e due mesi di afoso calore. Oggi è il riassunto perfetto della prima delle due, dopo una settimana di tempo così bello che si poteva uscire a mezze maniche, che mi ha fatto venire voglia di comprare e piantare semini (gladioli in un vaso e menta, erba cipollina e basilico in un altro), ritorna il solito anonimo tempo grigio. Poco male, almeno la temperatura è rimasta stabile.

Le Alpi dall'aereo
Bee che fa lezione
Comunque, subito dopo aver finito l'ultimo stage sono ritornata in Italia per una breve settimana di riposo che mi ha fatto tanto tanto bene 
Bee con il ciliegio in Accademia

Addio boccoli, sorgenti dai
capelli ed elevati al cielo...
Ne ho approfittato per andare dalla parrucchiera, che non ha avuto alcuna pietà per le mie punte fragili e fondamentalmente morte e che ha quindi tagliato 20cm di capelli (la cui ultima apparizione è la foto qui a sinistra con la mia faccia molto intelligente).
La settimana è passata abbastanza velocemente, tra giretti vari con i bimbi, tanta pappa, il fine settimana a Spezia per festeggiare Pasqua e il volo il lunedì mattina troppo presto (e tanto amore materno a volermi accompagnare alle 5 del mattino).



La cassettiera!
La campagna dell'Oise
Il ritorno  nel paese delle baguettes e dei croissants è stato salutato da un piacevole giretto da Ikea. Dopo due anni sono riuscita a vincere la battaglia e ad ottenere la possibilità di prendere una cassettiera (l'armadio è troppo profondo e una volta che si mette qualcosa davanti non si ha più accesso alla parte dietro, a meno di fare pile bassissime). Il problema più grande era rappresentato dalla mezzora di macchina fino a Ikea (non raggiungibile con altri mezzi di trasporto), ma il padre di Séb era in zona e ci ha accompagnati. E quindi tadaaaan! Adesso ho una cassettiera in cui stanno tutti i vestiti e la biancheria e che profuma di casa (perché casa profuma di Ikea, in un certo senso).


"Candele" a LED dell'Ikea
Tutto ciò ci ha portato a cambiare la disposizione dei mobili nella camera almeno quattro o cinque volte (di cui l'ultima è in atto nel momento in cui scrivo), ma dovremmo aver trovato una conformazione abbastanza efficiente e che non occupi troppo spazio.
Ok, chiudiamo questa parentesi di pubblicità assolutamente non indiretta a Ikea e passiamo ad altro.

Lasagne coop (la pasta) con
ragù e besciamella fatti da me
Il più o meno unico pensiero che occupa la mia mente da quando il tirocinio è finito è la redazione della tesi, che si profila sempre più difficile col passare del tempo (sarò perfezionista io, ma ho l'impressione di non avere mai abbastanza basi teoriche e storiche per poter cominciare a scrivere qualcosa e quindi finisco per cercare altre fonti, again and again). Grazie a Bee risparmio un po' di tempo nella traduzione, ma è ancora lunga...

La stazione di Port-Royal
Mi faccio un po' tristezza da sola ad aggiornare sempre per parlare di scuola, esami, stage o cose del genere, ma non è che mi succeda molto di interessante in realtà.
L'altro giorno Longzi (una delle mie amiche cinesi della specialistica) è tornata da Madrid, dove era partita tre mesi per insegnare il francese, e mi ha portato biscottini, salame ed altre cose buone che non ho ancora assaggiato, ma che mi tentano ogni volta che entro in cucina. E mi ha anche fatto scoprire l'unico ristorante universitario aperto durante le vacanze (siamo attualmente nel periodo delle "vacanze di primavera", che non coincidono assolutamente con Pasqua, tra l'altro). È molto carino, la vista mi piace un sacco (foto qui a sinistra) e per lo stesso prezzo (3,20€) ti danno dei piatti molto più pieni rispetto a quello della nostra università.

Giovedì: dalle 10 alle 20 in biblioteca
Per tenersi leggeri
Per il resto, come già annunciato, non ho moltissime novità, ma sto bene e mangio tanto, quindi non c'è da preoccuparsi.
La settimana prossima partirò tre o quattro giorni con la famiglia di Séb per una specie di 'villaggio vacanze' (un posto con varie piscine, campi da tennis e cose del genere) per riposarmi ancora, perché la settimana di Pasqua non è bastata u-u




Buona domenica!


Anatroccoli nel giardino dell'ILCF

sabato 17 gennaio 2015

Che cosa fare quando piove

O quando si avrebbero altre cose altamente interessanti sulla lista delle cose da fare (leggi: preparare i corsi per lunedì e verificare a che punto sono con le ricerche della tesi e scrivere alla relatrice). Chiaramente, la prima cosa è aggiornare il blog, in disuso da mesi tranne che per la parentesi Charlie.

Aggiorniamo, quindi.
Gli scorsi mesi sono passati molto velocemente, in particolare Novembre e Dicembre. Come avevo (forse? forse no) detto in qualche altro post o a voce, per il secondo anno di specialistica ci chiedono di fare 300 ore di stage, quindi per aiutarci a rendere ciò possibile tutti i corsi dell'anno tranne uno sono stati spostati al primo semestre. Fino a Dicembre sono riuscita a completare in modo più o meno sano la mia giornata con i corsi di giapponese all'INALCO, ma una volta iniziato il primo tirocinio (Dicembre, appunto), ho lasciato un po' la presa per salvare quel che resta della mia sanità mentale.

Al momento ho appena finito una settimana intensiva di lezioni (un corso di un semestre spremuto in una settimana di 6 ore di lezione al giorno) sul tema dell'interculturalità e della sensibilizzazione alla mobilità. Devo dire che è uno dei due corsi che ho preferito questo semestre, insieme a quello sulle biographies langagières. Non ho mai riflettuto così tanto su me stessa, sulla mia posizione rispetto ad altre lingue e culture, sul perché queste posizioni siano tali e cosa implica. Penso che sia estremamente importante per un futuro insegnante, ma anche per un essere umano in generale, di riflettere su tutte queste cose. E allo stesso tempo ci sono talmente tanti aspetti da considerare che non riuscirei neanche volendo a metterli tutti in un post di un blog. Quindi per il momento mi arrendo. Il succo, insomma, è che ho avuto molti corsi estremamente interessanti e che sono veramente soddisfatta di questo semestre. A parte per alfabetizzazione >__>

Insomma, Natale è arrivato in mezzo ai dossier da fare e ai corsi da preparare, ma è stato comunque molto bello. Quest'anno per la prima volta abbiamo preso un abete (dico "per la prima volta" perché Séb e Fabien sono coinquilini da 4 anni e non l'avevano mai fatto). Fondamentalmente è stato perché ho fatto pena ai ragazzi con il piccolo abetino di 40cm che avevo preso, quindi una sera sono usciti e sono tornati con un abete vero, che abbiamo decorato insieme.
Le vacanze sono state bellissime, sono venuti tutti qui e abbiamo mangiato come tanti porcellini, fatto tante cose e guardato la tv sulla nuova tv (che mette addirittura i sottotitoli!). Bee ormai parla francese com' nient'en fuss (comunque si scriva), papà ha imparato ad ordinare un sacco di cose alla boulangerie e mamma ha scoperto tanti ristoranti buoni.

L'anno nuovo è cominciato senza nessun buon proposito (almeno non rischio di non mantenerli) e con un po' di ansia generale per gli attentati. Siamo ancora in allerta e mi sento come un poliziotto di una serie tv ogni volta che per entrare all'università devo mostrare la mia carta (in una cosina di plastica, per cui la apro davvero come nelle serie tv all'altezza del viso), però si sta meglio della settimana scorsa.

Detto questo, essendo mezzogiorno e quaranta ed essendo io ancora in pigiama e con una lista di cose da fare che mi attende, inizierò a muovermi un po' per farle.

Buon finesettimana a tutti :)

giovedì 8 gennaio 2015

Je suis Charlie

L'allegria di ieri, del compleanno, di festeggiare con mamma e Bea, è stata completamente spazzata via.
Non ho mai visto le strade di Parigi così vuote, i treni così silenziosi, l'aria così pesante.
La Francia apre gli occhi su qualcosa contro cui noi italiani siamo un po', sfortunatamente, anestetizzati. Uscendo da una lezione con un'amica, mi diceva di come non riuscisse a capire, a concepire, che nel 2015 la gente potesse morire per aver espresso un'opinione. E mi sono resa conto di quanto sia triste crescere sapendo che l'omertà è normale, che anche solo per aver visto certe cose si può morire.

Oggi l'aria è pesante. E quello che è ancora più pesante, e più triste, è tornare a casa e trovare su internet la copertina di Libero che titola "Strage in un giornale a Parigi - questo è l'Islam". Deficienti. Non so neanche come esprimere la delusione nel vedere che ancora una volta dobbiamo dimostrarci così stupidi da cadere nel sillogismo "i terroristi erano musulmani = tutti i musulmani sono terroristi". Come la Le Pen che vuole riproporre la pena di morte. Come si fa a sfruttare una disgrazia del genere e la paura della gente per farsi strada in politica?
Sono schifata.
E stanca.

Ad ogni modo, lo scopo di questo post era solo di rassicurarvi che sono ancora in vita. Per la prima volta in vita mia oggi sono uscita di casa e ho pensato sinceramente che avrei potuto non tornarci. Gli effetti di panico che ti crea sentire al giornale che i terroristi sono diretti di nuovo verso la tua città giusto dieci minuti prima di uscire di casa.

Comunque niente, sono in vita e in salute, nonostante il peso morale e psicologico non indifferente di questi due giorni. 

Cercherò di scrivere un po' di più, con toni più allegri, nelle prossime settimane.

Non riesco a non pensare tristemente alla me di due o tre anni fa, con il suo ideale di fare qualcosa di giusto della sua vita e diventare una seconda Politkovskaja. Come ci si adagia bene sugli allori