Mi viene sempre voglia di aggiornare il blog quando sono sul métro o sul transilien (il treno che fa Parigi>casa), ma come arrivo a casa vengo assalita dalla stanchezza, dalla voglia di far niente o, possibilmente, da entrambe. Perciò approfitterò di questo cellulare intelligente per buttare giù qualche riga.
Mi rendo conto che dal primo post sono passati due mesi durante i quali non ho scritto assolutamente niente e che quindi iniziare il racconto senza nessuna introduzione potrebbe non essere il massimo, perciò cercherò (nella mia prolissità) di riassumere gli eventi fino a questo punto.
Il 16 Settembre ho iniziato i corsi a Paris Descartes, primo anno di specialistica in DiFLE (comunemente conosciuto come FLE), ovvero Didattica del francese come lingua straniera. Anche a due mesi di distanza resto entusiasta dei corsi e dei professori, anche se si è persa quella parte di "tutto è una novità" per cui gli occhi mi sbrilluccicavano ogni volta che andavo a lezione. In ogni caso i corsi mi piacciono moltissimo, sono tutti improntati sulla didattica e - dal momento che quello che sto facendo è un "Master Pro", cioè "professionnel" - la parte pratica riveste un ruolo non marginale. In praticamente qualunque corso vediamo come costruire un corso da zero, con documenti autentici, come migliorare i manuali, etc etc, ogni volta focalizzandoci su un aspetto particolare (sintassi, orale, etc.). Alcuni corsi invece sono quasi completamente teorici, ma anche in quel caso ugualmente interessanti.
Una settimana dopo l'inizio delle lezioni della specialistica ho iniziato quelle del primo anno di giapponese all'Inalco (in Francia si può essere iscritti a due facoltà diverse contemporaneamente). Fortunatamente tutti gli esami che avevo dato l'anno scorso come erasmus mi sono stati riconosciuti, quindi per il primo semestre mi restano: kanji, due esami di grammatica, storia del Giappone antico e storia del Giappone contemporaneo (di quest'ultimo ho fatto un parziale sabato scorso, incrocio le dita..). Chiaramente qui sono un po' meno esaltata dai corsi di grammatica (dove ogni tanto imparo comunque qualcosa di nuovo, ma in generale vedo cose che ho già fatto), mentre i corsi di storia per me sono una completa novità. Non pensavo che avrei potuto appassionarmi al paleolitico di una qualunque civiltà e qui cerco di non perdermi una parola quando il professore ci spiega i piccoli decori o le diverse forme delle "tombe" giapponesi della preistoria. Devo dire che fa un altro effetto studiare la storia di una cultura insieme alla lingua.
Per il resto ho avuto una piccola settimana di vacanza durante la quale sono tornata a casa, in tempo per stare qualche giorno a casa e per godermi Lucca Comics. Dopo un viaggio in aereo con una famiglia di romani dietro di me (per chi ancora non lo sapesse, l'accento romano - marcato - è quello che meno sopporto al mondo) sono atterrata con un umore non dei migliori, per poi sentirmi dire da Bee al telefono che mamma mi aveva preparato lasagne, cima, tortellini e cedrata (non insieme, chiaramente). Casa <3 un paio di giorni di riposo e coccole e poi siamo partiti per la fiera carichi e contenti. La fiera è andata bene, ho rivisto tanti amici e ho anche avuto modo di girottolare un po' con loro, ho riabbracciato il nonno e lo zio e per qualche giorno mi sono immersa in una parentesi di apprezzabili geeks.
E ora sono qui, rientrata nella mia routine, e scrivo nel métro aspettando di arrivare in università e decisamente poco invogliata dalla lettura di La francophonie au Viêt Nam (che è estremamente interessante, ma che ho troppo sonno per proseguire). Vi lascio quindi con questo breve resoconto e la speranza di aggiornare un po' più spesso, magari più brevemente.
Buona settimana a tutti
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